Aprile 18 2016

Referendum 17 aprile: hanno perso gli italiani

referendum

Il vero perdente del referendum del 17 aprile è stato il popolo italiano.

In questo blog si parla di politica internazionale, si ragiona spesso, del fragile contesto politico di alcuni paesi lontani, di come vengano lesi i diritti fondamentali. Diverse volte si è parlato di come la partecipazione politica dei cittadini venga negata sistematicamente da regimi e di come i paesi occidentali abbiano pensato che rovesciare un dittatore potesse far fiorire tutto di un colpo istituzioni democratiche e riportare il popolo al centro della vita politica.

La saggezza popolare direbbe: “chi ha il pane non hai denti”.

Ieri, 17 aprile 2016, il popolo italiano, recandosi alle urne aveva l’occasione di dire la sua, apporre una croce per esprimere la sua partecipazione alla vita politica. Qui non si fa questione sul sì o sul no, ma sul dovere civico di votareChi non voleva che si abrogasse la legge poteva barrare la casella NO, in fondo era molto semplice.

Esprimere la propria idea, al bar, con gli amici, davanti ad una pizza, dalle righe di un blog o di un giornale, attraverso Facebook, Twitter è giusto, interessante, ma poi bisogna agire, partecipare con lo strumento del voto.

Ieri quando sono andata a votare, con la mia scheda elettorale in mano, mi guardavo intorno, mentre percorrevo il viale per entrare nella scuola media di Santa Maria degli Angeli e vedevo altre persone con la scheda in mano, fiere, come se tenessero tra le mani un’arma. Quella fierezza, per cui qualcuno è morto, è mortificata da quanti hanno scelto di non votare e da chi si è sperticato per consigliare gli italiani a non votare.

E’ molto comodo dire: “ma tanto non cambierà nulla”, per giustificare il non aver votato, piuttosto non cambierà nulla finché eviteremo di usare l’unico strumento che ci permette di essere vivi nella vita politica: il voto.

Fiumi di parole sul fatto che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non è stato eletto dal popolo e quando poi ci chiamano a votare cosa si fa? Si resta a casa. Che sia un referendum, che siano le amministrative, le nazionali, il voto, cari lettori, è lo strumento che ci permette di partecipare alla vita politica del nostro paese, se non lo usiamo, scivoliamo lentamente verso un pericoloso sentiero da dove poi è difficile tornare indietro.

 

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Pubblicato Aprile 18, 2016 da barbarafaccenda nella categoria "Italia

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Esperto politica internazionale

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