Qatar e Turchia: alleanza strategica

Il Qatar e la Turchia costruiscono un’alleanza strategica per definire un nuovo equilibrio di potere nel Medio Oriente favorevole ai propri interessi.

Il viaggio di Erdogan in Qatar circa due settimane fa è il suo secondo viaggio nel piccolo stato arabo ricco di petrolio e gas da quando è stato eletto presidente della Turchia. La visita riveste un’importanza estrema perché inaugura il primo incontro del Consiglio di Cooperazione strategico di alto livello tra i due paesi: meccanismo creato lo scorso anno per intensificare la cooperazione bilaterale in settori strategici.
Durante la visita di Erdogan sono stati firmati 16 distinti accordi che regolano diversi settori, dall’educazione agli affari marittimi, ai viaggi e all’energia. Alcuni degli accordi sono di natura puramente tecnica come quelli concernenti la cooperazione sugli archivi, le credenziali di riconoscimento nell’industria marittima e nella gestione della finanza pubblica. Altri, di alto livello, come l’addestramento per protocolli di sicurezza e l’accordo per promuovere legami energetici, non includono molti dettagli.

La cooperazione bilaterale Qatar – Turchia diventa alleanza de facto

Questa recente visita di Erdogan in Qatar ha un doppio ruolo: da un lato istituzionalizzare la cooperazione bilaterale tra la Turchia ed il Qatar e, dall’altro, inviare segnali strategici di quella che è diventata una alleanza de facto.
Negli anni recenti c’è stato un livello di coordinazione senza precedenti tra Ankara e Doha soprattutto sulle questioni di politica estera. I due stati hanno hanno intrapreso senz’altro una posizione decisa contro il blocco di Gaza da parte di Israele; si sono opposti al colpo militare (sponsorizzato dall’ Arabia Saudita) dei Fratelli Musulmani in Egitto; espliciti oppositori di Bashar al Assad. A sottolinerare questo fronte comune è il loro supporto per le fazioni islamiche nella regione, a capo delle quali troviamo i Fratelli Musulmani e le organizzazioni affiliate.
Tuttavia questa alleanza ha causato problemi su numerosi fronti per entrambi i paesi. La Turchia ed il Qatar sono stati accusati dai paesi occidentali di tacita cooperazione, o almeno tolleranza passiva, degli estremisti che operano nella loro sfera d’influenza, specialmente i gruppi ribelli radicali in Siria.

Gli interessi turchi

Essenzialmente la Turchia vede il Qatar come un trampolino di lancio per espandere la sua impronta militare nel Golfo. L’emiro Tamin bin Hamad bin Khalifa al Thani riafferma le posizioni “costanti ed identiche” dei due paesi su le questioni regionali e esprime gratitudine per le posizioni ferme e decise della Turchia verso la causa araba, particolarmente la questione palestinese, e la crisi siriana. Tuttavia le dichiarazioni di al Thani non includono la parola “alleanza” per se, presumibilmente per la sensibilità con le relazioni del Qatar con l’Arabia Saudita e il resto del GCC.
Il vecchio equilibrio di potere nel Medio Oriente si è sbriciolato, i turchi sono determinati ad agire per assicurare che la transizione al nuovo equilibrio sia favorevole ai loro interessi.
I protocolli di sicurezza firmati da Erdogan con il Qatar s’inseriscono in un accordo militare iniziato nel dicembre del 2014 che permetterà ad ogni paese di impiegare le proprie forze militari nel territorio dell’altro. L’accordo comprende l’uso dei porti, degli aeroporti, dello spazio aereo e delle infrastrutture militari, incluso maggiore condivisione di informazioni di intelligence e cooperazione nel contro – terrorismo.

Come parte dell’accordo, la Turchia sta stabilendo una base militare in Qatar che vedrà lo stazionamento di personale militare che va dalle 3000 alle 5000 unità, principalmente per addestramento militare congiunto e, usando le parole dell’ambasciatore turco in Qatar, “per confrontarsi contro i nemici“.

La presenza della base manda un forte messaggio: la Turchia si sta muovendo verso il voler assumere il ruolo di robusta potenza  nella regione. Una base operativa avanzata in Qatar da alle forze armate turche un elemento di profondità strategica che non hanno nella penisola araba da più di 100 anni, da quando le ultime truppe ottomane lasciarono il territorio del Qatar nel 1915.

Al di là dei legami militari, la Turchia sta anche cercando di espandere le esportazioni di difesa nel Golfo. Per i turchi, il Qatar non è solo un cliente di valore per l’industria di difesa turca, ma anche una porta per il resto del GCC, che la Turchia ha identificato come priorità per la crescita del suo mercato.
Due mesi fa, un gruppo di 67 imprese di difesa turche, ha organizzato un’esibizione a Doha per mostrare i loro più nuovi prodotti, incluso l’elicottero ATAK, il TRJet ed  una vasta gamma di veicoli armati. L’esposizione si è conclusa con accordi per un valore di circa 500 milioni di dollari.

Il Turkstream e la Russia versus il Qatar e l’LNG del Qatar

Il viaggio di Erdogan in Qatar si colloca anche in quella che oramai è diventata una seria crisi tra Ankara e Mosca. Quello che preoccupa di più i turchi è la decisione dei russi di sospendere i colloqui per TurkStream, un gasdotto che porterebbe il gas naturale dalla Russia attraverso il Mar Nero alla Turchia e ai mercati europei.  Lo scorso anno, la Russia rappresentava 27.4 miliardi di metri cubi, circa il 55%, delle importazioni totali di gas naturale della Turchia. La Russia non ha dato nessuna indicazione che siano disposti, o che ci stiano pensando, alla riduzione dei flussi esistenti di gas verso la Turchia previsti da un accordo decennale tra i due paesi.  Tuttavia visto che il TurkStream  è accantonato, almeno per adesso, i turchi stanno seriamente considerando il futuro dei loro legami energetici con la Russia.
Non sorprende che il Qatar veda il deteriorarsi delle relazioni turco – russe come un’opportunità d’oro per espandere la sua posizione globale come massimo esportatore di gas naturale liquefatto (LNG). A seguito della visita di Erdogan, l’ambasciatore del Qatar ad Ankara, el – Shafi, ha espresso la prontezza di fornire alla Turchia “qualsiasi quantità” di gas naturale “che richieda”. Malgrado lo scetticismo circa la circostanza che le esportazioni di gas del Qatar possano rimpiazzare i flussi di quello russo nel breve termine, in parte perché la Turchia manca di infrastrutture per LNG e di depositi, Erdogan presumibilmente continuerà a mandare a Mosca messaggi di attenzione sulla possibilità di perdere un cliente energetico di lungo corso.

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barbarafaccenda

Esperto politica internazionale

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