Giugno 24

Brexit: riflessioni in treno

Brexit

È  stata una giornata lunga e a dire il vero sono ancora in viaggio con un ricco 120 minuti di ritardo. Una chiacchierata con il taxista che mi portava dal dipartimento di giurisprudenza della Luiss alla stazione termini mi ha dato l’idea di scrivere qualche riga e condividere con voi il mio pensiero a proposito del referendum in Gran Bretagna.

Brexit = referendum consultivo

Nessuno si è accorto che era un referendum consultivo per cui la decisione finale dovrà essere presa dal parlamento inglese.

Confesso che non sono esperta di politica economica per cui non farò come quelli che copiano da alcuni giornali proiezioni finanziarie.

Mi limito invece al mio campo. Un referendum su una materia così complessa andava evitato. Non perché il popolo non abbia il diritto ad essere consultato ma perché la materia richiede conoscenze specifiche in tanti ambiti che difficilmente si trovano nella mente della generalità delle persone. Il guaio è che quando i giochetti politici vengono portati fuori dai palazzi e scaricati sulle spalle del popolo non si fa un servizio alla democrazia ma al populismo.

Ho fatto questo esempio al taxista: se la sua autovettura non funziona lei la fa riparare difficilmente dice alla sua famiglia decidete voi se tenerla rotta o buttarla. Potrebbe prima provare a ripararla, no?

Così per l’Unione Europea. Non funziona e allora modifichiamo alla luce dei principi di trasparenza quello che non va.

Come ho detto gettare sulle spalle di un popolo questo tipo di referendum è un’azione scellerata di coloro che hanno ben altre ambizioni.

 

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Posted Giugno 24, 2016 by barbarafaccenda in category "Europa

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Esperto politica internazionale

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